Cammino Camaldolese


"Che ti muove, o uomo, per peregrinar per monti e valli, se non la ricerca di te stesso e, forse, di Dio?"

 

30 AGOSTO 2012

 

PARTENZA ORE 7,30 DAL PIAZZONE DI MONTONE

LUNGHEZZA:
21 km

TEMPO INDICATIVO DI PERCORRENZA:
 6 h

QUOTE:
 altezza minima
254 m s lm ,
altezza massima
687 m
(vedi profilo altimetrico di fianco)

F O N D O:
 a s f a l t o ,
sterrato, sentiero

 

SEGNALETICA:

stemma camaldolese all’uscita di Montone, poi in località 3 ponti
(dopo attraversata la provinciale Montone-Pietralunga );
 altri stemmi sono posti in prossimità dei bivi

STEMMA CAMALDOLESE
è un calice in campo turchino , al quale bevono due colombe bianche e sopra di esso vi è uno stella codata .

Le colombe rappresentano la vita dei monaci eremiti e quella dei monaci cenobiti (che vivono in comunità) che si abbeverano allo stesso calice 
(il calice rappresenta l’Eucarestia e richiama la Pasqua ).

 La stella simboleggia la stella di Davide , a significare la continuità tra Antico e  Nuovo Testamento.

Cammino di Sant'Albertino: Montone - Fonte Avellana

Prima tappa:

da Montone a San Benedetto Vecchio

Km 21

Tappa successiva

 

le tracce del percorso sono state acquisite con GPS MyNav600

 

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PERCORSO 

Dalla piazza di Montone esci  sotto l’arco,   prosegui a sinistra :  in fondo al parcheggio delle auto a sinistra trovi una fila di scalini in cemento e , su un albero a destra , lo stemma dei camaldolesi , a indicare la “ strada buona “ verso Fonte Avellana ( questo stemma ti accompagnerà durante l’intero percorso sino  quasi  a San Benedetto vecchio).

Scendendo passa accanto alla Chiesa della Madonna delle Grazie e poi imbocca  la strada Montone Pietralunga  e prosegui sulla stessa strada .  Dopo la curva del bivio che va a Piedi De Saddi inizia a scendere e sulla sinistra puoi vedere già la meta del cammino, il gruppo del Monte Catria, , in cui è collocato il monastero di Fonte Avellana .

Continua la discesa sino a che la strada diventa pianeggiante : tieni la destra , attraversa un ponte e arrivi alla località chiamata Tre Ponti : passa sopra un   ponte e ti trovi davanti una strada asfaltata :  attraversala    e imbocca la strada bianca posta proprio davanti  ( su un albero è posto lo stemma camaldolese ) e segui il sentiero CAI n. 116 sino a S Faustino ( segnaletica bianco/rossa )  .

Quindi prosegui in salita in mezzo al bosco ombreggiato seguendo , nei punti dubbi , il percorso definito dallo stemma camaldolese  sino a che arrivi a incrociare una strada imbrecciata , con un cartello del CAI sentiero  n. 116 che indica : Chiesa Madonna dei Confini 5 minuti a sinistra .

Oltrepassata la Chiesa ( che rimane sulla sinistra ) prosegui in direzione San Faustino , all’inizio camminando sul crinale , con vista molto bella su Montone , Rocca d’Aries e , sullo sfondo, Pieve de Saddi , quindi scendi a valle e prosegui per un tratto tra campi e boschi per poi arrivare a  località  San Faustino : è una vecchia abbazia benedettina trasformata ora in albergo ( resort ).

Continua  dritto direzione Pietralunga camminando circa sempre sul crinale , godendoti la vista di meravigliosi panorami  verso Pietralunga ( a sinistra ) e Gubbio ( a destra ) , con il massiccio del Catria che ogni tanto appare  e scompare  alla vista , sino a che incroci una strada asfaltata : prendi a sinistra e poi dopo poco sulla sinistra vi è un cartello di una rivendita di  Tabacchi  ( sig Caidominici : per ospitalità ) e successivamente sulla destra vi è il cartello indicante Agriturismo Borgo San Benedetto e poco sotto l’Abbazia.

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Per mangiare e dormire  puoi rivolgerti a : Agriturismo Borgo San Benedetto 075 - 924 10 02  o chiedere ospitalità pellegrina a Luciano Caidominici  075 - 924 10 07

Il pomeriggio puoi visitare l’abbazia di San Benedetto Vecchio, recentemente ristrutturata.  

 

LA NATURA LUNGO IL CAMMINO

Lungo il percorso  potrai vedere  bellissimi panorami  verso le   valli  e le colline circostanti  , arricchiti da  un  variegato  gioco di colori fatto dalle foglie degli alberi   e  dai fiori  : la valle del Carpina viene chiamata anche  “ valle dei fiori “ perchè in epoca rinascimentale vi erano  numerosi molini ad acqua che lavoravano le piante tintorie (come il guato, Isatis tintoria) producendo colori naturali per l’industria tessile della vicina Firenze. 

I boschi di carpino nero, orniello e querce  che andrai ad attraversare  ti  faranno sentire le loro voci , se poi  hai la fortuna di incontrare  caprioli o scoiattoli , cerca di restare immobile  : così , forse potrai osservarli sia pure per un attimo . Lungo il percorso trovi l’Abbazia di San Faustino , ora ristrutturata come Resort ,  ma sempre molto bella da vedere e come sosta per fare merenda ( è l’unico punto di ristoro durante il percorso ) . 

 

 CHIESA  MADONNA DEI CONFINI

Anno Domini 1765  : una pastorella di nome Margherita, all’improvviso non trova più le proprie  pecore : trafelata corre per il colle fino a che le vede vicino  a una minuscola cappella , detta Madonnuccia, in località San Lorenzo di Montone  : la pastorella riferisce poi al priore dell’allora Abbazia di San Faustino che l’immagine della Madonna le parla più volte e  le chiede di costruire una Chiesina in quel luogo e di non preoccuparsi per il costo perchè “ quel monte è pieno di quattrini” . Effettivamente il fatto suscita notevole scalpore e le offerte piovono numerose , sino a che nel 1771 si inizia a costruire l’attuale Chiesa della Madonna dei Confini ( così chiamata perchè sita al  confine delle Diocesi di Città di Castello e Gubbio ) , consacrata nel 1774 . E’ un edificio con pietra a vista , ad un unica navata ,   tipico dell’architettura rurale umbra : sopra l’altare vi è l’affresco detto ”Madonnuccia “ : la Beatissima Vergine dei Confini , con in braccio il Bambino che stringe sulla mano sinistra una tortora  .

ABBAZIA DI SAN BENEDETTO VECCHIO O DI MONTE PELLIO

Al termine della tappa potrai visitare l’abbazia di San Benedetto Vecchio, detta anche di Monte Pellio : lontana da centri abitati , si trova lungo la strada che da Pietralunga conduce a Reggio, in direzione Gubbio

Viene fatta risalire al VI secolo dopo Cristo  , fondata da  monaci giunti dall’Irlanda che avevano adottato la regola benedettina . La parte meglio conservata è la Chiesa :  con orientamento est-ovest , è suddivisa in tre navate , con l’abside come parte più antica dell’edificio . La cripta è stata demolita nel 1920 .

A poche centinaia di metri , proprio sulla cima del monte Pellio puoi vedere i resti di una fortezza chiamata “Castello di San Benedetto“, ora adibita ad agriturismo .