Cammino Camaldolese©


"Che ti muove, o uomo, per peregrinar per monti e valli, se non la ricerca di te stesso e, forse, di Dio?"

 

1 SETTEMBRE

 

LUNGHEZZA:

17,5 km

 

 

TEMPO INDICATIVO DI PERCORRENZA:

 6 h

 

 

QUOTE:

altezza minima
323 m s lm ,

altezza massima
908 m

(vedi profilo altimetrico di fianco)

 

 

F O N D O:

 asfalto,

sterrato,

sentiero

 

 

SEGNALETICA:

segnaletica

 bianco/celeste

 in prossimità

dei bivi e

stemma camaldolese

 

 

STEMMA CAMALDOLESE
è un calice in campo turchino , al quale bevono due colombe bianche e sopra di esso vi è uno stella codata .

Le colombe rappresentano la vita dei monaci eremiti e quella dei monaci cenobiti (che vivono in comunità) che si abbeverano allo stesso calice 
(il calice rappresenta l’Eucarestia e richiama la Pasqua ).

 La stella simboleggia la stella di Davide , a significare la continuità tra Antico e  Nuovo Testamento.

Cammino di Sant'Albertino: Montone - Fonte Avellana

Terza tappa:

da Serre di Burano a Chiaserna

Km 17,5

Tappa precedente Tappa successiva

 

 

le tracce del percorso sono state acquisite con GPS MyNav600

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PERCORSO 

 

Da località Serre di Burano sali per un breve tratto , sempre seguendo la segnaletica

bianco/celeste e lo stemma camaldolese (nota : in questo tappa non vi sono

sentieri CAI , per cui fai attenzione alla segnaletica bianco/celeste e seguila )

In cima alla salita , ti puoi fermare per osservare un bellissimo panorama in cima allo

spartiacque e se vuoi, puoi fare una piccola deviazione per la Croce di Burano, punto

ancora più alto del precedente.

Proseguendo il sentiero ti immergi in un bosco di faggi ( località chiamata faggeta )

che attraversi tutto , facendo attenzione a seguire la segnaletica bianco/celeste : al

termine della faggeta incontri radure con pascoli e arbusti e poi entri nel Parco

Naturale del Bosco di Tecchie ( provincia di Pesaro-Urbino ) , ove passi sotto l’ombra

di faggi secolari o di cerri (a seconda dell’esposizione del versante in cui ti trovi ) e

attraversi pascoli ricoperti di erica ; se sei fortunato puoi trovare anche qualche

prugnolo selvatico per fermare un po’ l’appetito.

Continua a scendere sino a che esci dal Bosco di Tecchie e prosegui prima su

sterrato poi su strada asfaltata seguendo sempre le segnaletica bianco/celeste : sulla

sinistra incontri la Pieve di San Crescentino , del XII secolo , che merita una breve

visita e poi dopo un tratto di strada asfaltata , arrivi nel centri abitato di Cantiano :

puoi passare la notte presso l’Ostello di Cantiano oppure proseguire verso Fossato

di Cantiano e poi arrivare a Chiaserna ( campeggio ) .

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Camping Le Ginestre del Catria - Chiaserna di Cantiano ( PU)
Villa antica - Loc. Fossato di Cantiano 331 364 55 56
Ostello San Giovanni Battista - Cantiano 335 - 12 30 615

 

LA NATURA LUNGO IL CAMMINO

Dopo avere  attraversato la faggeta delle Serre di Burano ti immergi nell’atmosfera del Bosco di Tecchie: prima incontri la brughiera, poi nel sottobosco puoi vedere molte specie di orchidee e sopratutto puoi notare molte piante di visciole, specie di ciliegia selvatica utilizzata nelle preparazioni tradizionali “casalinghe”

 I loro frutti vengono utilizzati mescolati con zucchero  per preparare squisite marmellate, frutta sciroppata e visciolato (sorta di vino di visciole), che puoi assaggiare  a Cantiano e nei paesi vicini .

 Scendendo puoi vedere qualche recinto  ove pascola il cavallo del Catria , allevato in piccoli gruppi allo stato semibrado (puoi gustare la sua carne in alcuni ristoranti della zona, alla brace o impanata e cotta al forno o sotto forma  di spiedini alla griglia). E‘ carne magra, ricca di proteine, che bene si abbina al pane di Chiaserna, prodotto tipico nazionale, preparato con acqua di sorgente e fatto fermentare con la pasta acida .

 

 PIEVE DI SAN CRESCENTINO

Se ti fermi alla Pieve di San Crescentino, potrai vedere una torre a fianco del campanile : serviva per controllare i movimenti nella vicina Via Flaminia . La pieve è molto antica e conserva al suo interno , dietro l’altare, fregi bizantini, una croce carolingia e le reliquie di alcuni santi amici di San Crescentino .

Sulle pareti vi sono alcuni affreschi di notevole interesse storico e artistico ( 1400- 1500 )  , uno raffigurante  San Crescentino , S. Ubaldo e la Madonna del Bell’amore e l’altro S. Antonio da Padova   : vi è anche una tela raffigurante San Crescentino ( intorno al 1500 ) .

 

RUDERI ABBAZIA DI SAN MICHELE ARCANGELO A CHIASERNA

A Chiaserna fino agli inizi del secolo scorso era ancora visibile l’antica abbazia dedicata a San Michele Arcangelo, intorno alla quale si sviluppò poi l’abitato di Chiaserna; prima sotto la tutela del monastero di Fonte Avellana, venne poi data in commenda e subì prima la soppressione napoleonica e poi quella dello stato italiano nel 1860 .

Abbandonata , andò in rovina e ora è visibile solo parte della cripta ( XII secolo) e parte della sala del Capitolo.

 

 

UN ATTIMO PER TE ...

 LA NASCITA DELLE ORCHIDEE ( LEGGENDA DELL’ANTICA GRECIA )

 

“ Viveva un tempo assai lontano un giovane bello, aitante e focoso, Orchis, figlio di una ninfa e di un satiro.

Dalla madre aveva ereditato l'eterea bellezza, dal padre una libido irresistibile.

Durante una festa in onore di Dioniso, il giovine tentò di amare una sacerdotessa, certo che i suoi natali lo avrebbero reso impunibile anche agli occhi delle divinità.

Ma così non fu e Dioniso lo condannò, facendolo sbranare dalle sue belve.

Gli dei impietositisi per la terribile fine di quel giovane bellissimo, vollero perpetuare la memoria di Orchis.

Dai suoi resti mortali fecero nascere una pianta di raro splendore che nelle radici conserva ancora il simbolo della virilità che fu fatale al giovinetto. Nacque così l'orchis (=orchidea).

 Il nome tradotto dal greco significa "testicolo" e ricorda la forma degli organi ipogei di alcune specie di orchidacee. “

 

Nelle nostre campagne quasi tutte le orchidee, le ofridi in particolare, sono chiamate popolarmente "scarpette della Madonna": perché fioriscono spettacolarmente nel mese di maggio, il mese che la Chiesa cattolica dedica tradizionalmente alla Madre di Cristo, ma anche perché la loro bellezza richiama l'Armonia e la Perfezione dello Spirito. 

 ( a sinistra : orchidea da noi fotografata durante il cammino )