Cammino Camaldolese©


"Che ti muove, o uomo, per peregrinar per monti e valli, se non la ricerca di te stesso e, forse, di Dio?"

 

2 SETTEMBRE 2012

LUNGHEZZA:
17,5 km

TEMPO INDICATIVO DI PERCORRENZA:
 6 h

QUOTE:
altezza minima
390 m s lm ,
altezza massima
645 m
(vedi profilo altimetrico di fianco)

F O N D O:
 a s f a l t o ,
sterrato, sentiero

 

SEGNALETICA:

segnaletica bianco/celeste in prossimità dei bivi e stemma camaldolese

 

STEMMA CAMALDOLESE
è un calice in campo turchino , al quale bevono due colombe bianche e sopra di esso vi è uno stella codata .

Le colombe rappresentano la vita dei monaci eremiti e quella dei monaci cenobiti (che vivono in comunità) che si abbeverano allo stesso calice 
(il calice rappresenta l’Eucarestia e richiama la Pasqua ).

 La stella simboleggia la stella di Davide , a significare la continuità tra Antico e  Nuovo Testamento.

Cammino di Sant'Albertino: Montone - Fonte Avellana

 Quarta tappa:

da Chiaserna a Fonte Avellana

Km 17,5

Tappa precedente

 

 

le tracce del percorso sono state acquisite con GPS MyNav600

 

BREVE DESCRIZIONE DEL PERCORSO 

 

Da Chiaserna , partendo di buon mattino, sali lungo la strada asfaltata che porta in direzione di Isola Fossara , sempre seguendo la segnaletica bianco/celeste e lo stemma camaldolese .

Continua a percorrere questa strada sino a che comincia   a scendere; alla tua sinistra troverai un ruscello  e alcune abitazioni  .

Dopo qualche chilometro trovi  una fonte di acqua lungo la strada , quindi continua  a scendere e alla tua sinistra puoi iniziare a vedere il massiccio del Catria .

Prosegui su strada asfaltata sino a che incroci il bivio per Isola Fossara : a questo punto prendi il sentiero  che  corre parallelo alla strada asfaltata per Isola Fossara .

Segui sempre la segnaletica bianco/celeste che in pratica ricalca il sentiero  CAI n. 29  e ti troverai a salire sul fianco del massiccio del Catria, in mezzo a querce ( a quote più basse ) e  faggi (a quote più alte ).

Il sentiero poi scende sino a Isola Fossara, dove puoi trovare una fonte di acqua , bar e generi alimentari .

 Alla fontana volta a sinistra  , lungo la strada asfaltata in direzione Sitria - Fonte Avellana, seguendo la segnaletica bianco/celeste sino a che vedi sullo sfondo l’Abbazia di Santa Maria di Sitria e sulla sinistra trovi una edicola sacra e un cartello bianco -celeste con scritto “ Monastero di Fonte Avellana 1 ora e 25 minuti “. A questo punto ti consigliamo di proseguire e fare una piccola deviazione verso Sitria , quindi puoi tornare indietro e seguire il cartello per Fonte Avellana, seguendo sempre la segnaletica bianco/celeste. Prosegui per il sentiero in mezzo a piante e arbusti  sino ad arrivare in cima alla salita, dove potrai vedere  il Monastero di Fonte Avellana  da un’angolatura unica ( il punto dove sei non è raggiungibile con l’auto ). Scendi poi sino a incrociare il sentiero CAI n. 6 e il cartello indicante Fonte Avellana: attraversi il primo tratto del  fiume Cesano  poi risali ed esci sulla strada asfaltata .

Proseguendo a sinistra sali verso Fonte Avellana . Prima del monastero incontri un’edicola dedicata a Sant’Albertino sulla tua sinistra, eretta in occasione del VII centenario del transito: se vuoi puoi fare una breve sosta .

------------------------

Puoi  mangiare presso il bar vicino al monastero oppure puoi chiedere 
ospitalità ai monaci di Fonte Avellana  0721 - 73 02 61 ( telefonare ore 13 - 13,30 ; 20 - 21 ) 

LA NATURA LUNGO IL CAMMINO

Il massiccio del monte Catria  ( che da sud comprende : Corno di Catria m 1183 , Monte Catria m 1711 , Monte Acuto m. 1168 ) è percorso da strade forestali ( chiuse al traffico ) e da numerosi sentieri che si immergono tra faggete e prati del piano culminale e che ti invitano a percorrerli . Alcuni di questi sentieri del Catria ( e molti altri intorno ) sono legati al lavoro  dei carbonai : nei secoli passati e sino a qualche decennio fa la produzione di carbonella rientrava tra le attività economiche delle montagne e delle colline dell’Appennino. 

Se sei  fortunato lungo le  scoscese parte rocciose del Catria  puoi vedere l’imponente apertura alare dell’aquila reale: una o due coppie di tali predatori  vivono da decenni in queste zone .

A poche centinaia di metri dall’eremo vi è un “valle dell’eco”, conformata in modo tale da consentire la ripetizione di una breve frase .

 

 

 ABBAZIA DI SANTA MARIA DI SITRIA

Nella zona ove sorge l’Abbazia di Sitria    S. Romualdo fondò nel 1014  un eremo composto da piccole celle in pietra e legname  e ivi visse con  i suoi seguaci in modo simile alla vita vissuta dai primi monaci anacoreti nella zona di Nitria in Egitto, da cui alcuni fanno derivare il nome . L’abbazia e la Chiesa furono costruiti pochi anni più tardi , tra il 1018 e il 1021 . La Chiesa presenta una pianta a croce latina con orientamento est-ovest , in modo che al sorgere del sole la luce possa illuminarne l’interno ed in particolare l’altare, a significare la resurrezione dopo la morte . La parte più antica della Chiesa è la cripta , formata da un unico ambiente con copertura a volta che poggia su una unica colonna romana con capitello corinzio ( circa VI secolo dC) ; adiacente ad essa vi è la cella di S Romualdo ,

 

“ SCRIPTORIUM “  DI FONTE AVELLANA

All’interno del Monastero potrai vedere lo Scrittorio , risalente all’  XI  secolo  : sembra che la sua costruzione fosse stata  voluta da San Pier Damiani . Stai vedendo  una rarità , in quanto   pare che ne siano  rimasti solo 2 o 3 in Europa ,

E’ orientato rigorosamente Nord-Sud, mentre le altre costruzioni lungo l’asse Ovest - Est  . Questa collocazione, il tipo di finestre e la lunghezza permettono una illuminazione ottimale : le lastre di alabastro poste nella parte superiore delle finestre servono inoltre a diffondere ancora di più la luce solare . In alto a Sud è disposta un’unica monofora  che fa entrare alle ore 12 un raggio di sole : sul pavimento vi era una meridiana , in modo che i monaci potessero conoscere l’ora e il giorno . Pensa a quanti monaci si sono avvicendati  , con grande pazienza ,a copiare   manoscritti antichi , sacri e non  ,  per trasmetterli  a noi .

Tra questi , Guido d’Arezzo , che tra il 1035 e il 1040 proprio a Fonte Avellana portò a compimento il suo Codice Musicale, poi denominato NN o Codice di Fonte Avellana, ancora oggi conservato nella vastissima biblioteca del monastero   e che pose le basi del modo odierno di scrivere la musica  (note e rigo musicale) .

UN ATTIMO PER TE ...  PRIMA DI ENTRARE NEL MONASTERO

 

Forse ti chiederai perché questo luogo si chiama Fonte Avellana .

La tradizione narra che il primo a ritirarsi tra i boschi e le rupi del Catria fosse il beato Lodolfo, di nobile famiglia eugubina . Ritiratosi a vita eremitica,percorse l’Appennino alla ricerca di un luogo adatto alla contemplazione finché un giorno si addormentò ai piedi di un nocciolo  ( nome scientifico  :  Corylus avellana ) dalle cui radici sgorgava una sorgente . Sognò di dovere costruire lì , in quel luogo selvaggio , un piccolo eremo che sarà poi detto “ Fonte dell’avellana “ ..., pochi anni prima del Mille d.C.

  

---------

 

Il nome del monastero di Fonte Avellana è indissolubilmente legato a San Pier Damiani , a Sant’Albertino da Montone e a tanti altri monaci  che si sono succeduti nel corso del secoli  : la loro carità e il loro ardore per Cristo  hanno illuminato  ed illuminano ancora oggi  la vita del monastero. Puoi chiedere ai monaci notizie sulla loro vita o acquistare qualche libro o chiedere di fermarti in biblioteca  .

--------

 

Negli anni 1980 - 1982 si è celebrato il millenario della fondazione di Fonte Avellana , che si concluse con la visita pastorale del Beato Papa Giovanni Paolo II il 5 settembre 1982 . Ascolta le  parole del  Papa ; 

Sono venuto a dissetarmi a questa fontana di spiritualità , in questa atmosfera in cui tutto è richiamo ai valori dello spirito  Qui dove regna il silenzio e domina la pace , Dio parla al cuore dell’uomo ...

E’ bello pensare alla lode che da più di un millennio sale ininterrottamente a Dio da questo Monastero ad opera di generazioni e generazioni di monaci . Sono venuto oggi a Fonte Avellana per onorare la testimonianza e il contributo che la vita monastica rende alla Chiesa e nel mondo ....

Il mio augurio è che Fonte Avellana possa riprendere nuovo e fervido impulso , come centro di formazione e di spiritualità , come faro di fede e di certezza , come sobria ed ospitale casa per chi vuole incontrarsi con Cristo ed ascendere verso le vette della verità e della grazia “ 

 

Ora , se vuoi , entra nel Monastero , ma non chiuderti a nessuna possibilità di ascolto poiché qui tutto , persone, ambienti e le stesse pietre possono suonarti come  voce dello Spirito 

( Da : Lino Vigilucci -  Fonte Avellana  - Pazzini Editore , IV edizione 2008 )